…per un mondo a regola d’arte, il più grande ostacolo alla comprensione di un’opera d’arte è quello di voler capire…
Così scriveva Bruno Munari, grande artista e designer milanese (1907 – 1998).
Ma di fronte a certi capolovori del genio umano, non riusciamo ad arrenderci: capita quasi sempre quando si è in contemplazione di fronte alla ‘Venere’ del Botticelli, alla ‘Pietà’ di Michelangelo, così come alle Piramidi della piana di Giza, alla Grande Muraglia cinese o al Taj Mahal che si erge imponente ad Agra, a pochi chilometri da Nuova Delhi, in India.
Quasi sempre la domanda che ci si pone inevitabilmente è ‘Come avranno fatto?’
La risposta è in taluni casi l’amore, come quello di un Re che ha fatto costruire per la sua amata compagna di vita la Tomba più bella del mondo … il Taj Mahal; in altri è il desiderio di passare da un capo all’altro del mondo camminando semplicemente sui gradini di una scala lunghissima … la Grande Muraglia Cinese.
Ma tra le varie risposte che si possono dare a tanta bravura vi sono anche il genio creativo, il ‘dono’ dell’arte, la buona conoscenza di una tecnica e la personalizzazione che se ne riesce a fare. Questa risposta vale per le grandi opere pittoriche e scultoree del Rinascimento italiano ma anche per opere contemporanee che non è necessario andare ad ammirare in un museo con tanto di visita guidata.
Ci sono opere che si possono guardare ed apprezzare anche soltanto appoggiandosi ad un muro mentre si aspetta l’autobus … i Murales … o camminando su un marciapiedi facendo particolare attenzione a non calpestare il capolavoro … è questo il caso delle creazioni artistiche dei famosi ‘Madonnari’.
Tra questi vi è un artista in particolare che ha riscosso tanto successo da diventare famoso in tutto il mondo: Julian Beever, il ‘folle’ inglese i cui disegni artistici sui marciapiedi lasciano sempre inevitabilmente a bocca aperta.

Chi non ha mai potuto apprezzare la genialità di qualcuna delle sue creazioni artistiche da vicino, può visionare l’intera galleria sul sito http://users.skynet.be/J.Beever … lo stupore non verrà a mancare.
Che ne dite? Qui si va oltre la tradizionale tecnica dei Madonnari cui si è abituati.
Beever utilizza, come questi ultimi, gessetti colorati, capacità e fantasia, ma si avvale anche della tecnica dell’anamorfismo, della quale ha un’indiscutibile padronanza.
Questa tecnica, che sfrutta l’effetto dell’illusione ottica, permette di proiettare o, come in questo caso di disegnare, un immagine su un piano in maniera distorta: ciò fa sì che l’immagine stessa si possa osservare e apprezzare solo posizionandosi in un punto preciso.
Ma di fronte ad opere di questo tipo … in quale dimensione ci troviamo realmente?
Siamo in un mondo reale o virtuale? Fisico o metafisico? E … Max Cohen, il protagonista del film ‘Pi greco: il teorema del delirio’, di fronte a spettacoli di questo tipo si interrogherebbe ugualmente sulle leggi della Matematica?
Già! Perché se è vero che, come indica una delle quattro leggi principali, ‘Tutto ciò che ci circonda può essere rappresentato e compreso attraverso i numeri’, allora è possibile che anche sotto un’immagine creata con la tecnica dell’anamorfismo si celi qualche particolare incrocio matematico.
Ecco allora che una attenta analisi del fenomeno dell’illusione ottica ci conduce a forme denominate impossibili per l’impossibilità dimostrata di riprodurle in uno spazio tridimensionale; tra queste troviamo un cubo impossibile e un triangolo impossibile che ha attirato la curiosità del grande artista olandese M.C. Escher (1898 – 1972), la cui attrazione per gli oggetti impossibili da rappresentare ha caratterizzato tutta la sua carriera.
Ma questo triangolo ha attirato la curiosità anche di Roger Penrose (1931 – Live) di professione … indovinate un po’ … Matematico! Penrose ha prestato tanta attenzione alle forme impossibili in generale e a questo triangolo in particolare, che quest’ultimo è ormai notoriamente conosciuto come il Triangolo di Penrose.
Esso rappresenta una forma impossibile in quanto può essere riprodotto solo in modo bidimensionale: sarebbe impossibile ricostrurlo in modo tridimensionale in quanto in esso si cela una sovrapposizione impossibile di linee parallele, ognuna con una diversa costruzione prospettica.

Penrose è diventato famoso anche per l’invenzione della teoria dei Reticoli di Spin (1971), teoria che è confluita poi nelle sue successive geometrie dello spazio-tempo utili per la gravità quantistica e, appena tre anni dopo, ha fatto nuovamente parlare di sé con l’invenzione della Tassellatura di Penrose, uno schema di figure geometriche nel quale ogni tassello può ricoprire un piano solo in modo aperiodico.
Sua pure una bellissima sintesi della fisica teorica moderna nel libro titolato ‘La strada che porta alla realtà’ in cui si legge … “La realtà è una cospirazione creata dall’illusione dei sensi” …
E se il genere umano un giorno cominciasse a guardare il mondo solo con l’illusione dei sensi?
Forse in quel momento comprenderebbe il reale significato delle parole di Bruno Munari … “Il più grande ostacolo alla comprensione di un’opera d’arte è quello di voler capire” …
Erika Tassi



