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Calcolo delle probabilità – Fantasiose fantasie di un commesso viaggiatore

 

 

 

 

… sono riuscita a vedere il millenario problema del Commesso Viaggiatore da una prospettiva un po’ diversa…

Quando ho letto per la prima volta ‘I problemi del Millennio’ sinceramente un po’ mi sono smarrita. Ho faticato a seguire il ragionamento, la logica sottostante. E mi sono messa nei panni di quel povero commesso viaggiatore domandandomi se tutto questo studio probabilistico avrebbe davvero potuto aiutarmi ad individuare il percorso migliore per lui senza però che mi venisse l’emicrania.

Poi ho sorriso ricordando un bambino di quattro anni che mi ero trovata a consolare per la scomparsa dell’adorato nonno … ‘sai, vero, che il nonno ora è felice in Paradiso?’. La risposta è stata:  ‘sicuro, sicurissimo che è andato in Paradiso … aveva i piedi pulitissimi!’.
La logica dei bambini è disarmante: il Paradiso è un luogo meraviglioso, pulito, silenzioso e ordinato quindi, per ottenere il pass, è sufficiente avere i piedi puliti.
Risoluzione di problemi con algoritmi di classe logaritmica o, forse, solo semplici ragionamenti deduttivi, quelli dei bambini. Ragionamenti di fronte ai quali Aristotele stesso, con i suoi sofisticati sillogismi, sarebbe rimasto spiazzato.

Ma, rileggendo per la seconda volta il contributo di Caranti, sono riuscita a vedere il millenario problema del Commesso Viaggiatore da una prospettiva diversa; non mi riferisco a tutti quei problemi decisionali di classe NP ai quali non si è ancora data risposta certa, quanto piuttosto al fatto che sia stato scelto proprio un viaggiatore per cercare di risolverli.

Secondo questa prospettiva, la logica del pensiero adulto ha una chance in più. Molto più complesso e intuitivo di quello del bambino, ma anche più fantasioso; potrà sembrare strano, ma alla base delle più grande intuizioni del secolo vi è la fantasia. Quella fantasia che da semplice diviene sempre più complessa e sconfina nella metafisica: basta ritornare con il pensiero alla lettura de ‘Il Nastro di Moebius’.
E quanta fantasia è stata liberata intorno al tema del Viaggiatore!
Franz Kafka ne ‘Le Metamorfosi’ è riuscito a trasformare un commesso viaggiatore in un mostro a sei zampe senza più sogni né speranze, Arthur Miller in ‘Morte di un commesso viaggiatore’ ha mostrato a quali tristi conseguenze possa portare l’esasperazione di un sogno, Italo Calvino ne ‘Se una notte d’inverno un viaggiatore’ ha fatto cominciare al protagonista del primo capitolo un viaggio mai finito e, ai suoi lettori, ha fatto cominciare a leggere dieci libri mai finiti dentro un libro mai finito composto da capitoli i cui titoli letti in successione formano il titolo di un nuovo libro … che comincerà ma, come gli altri, non troverà mai una fine.
Folli vaneggiamenti quelli di Miller, Kafka e Calvino che, oltre a rendere celebri gli autori stessi, hanno dato un significato profondo alla fantasia dell’uomo. Il vano inseguimento del Sogno Americano da parte del commesso viaggiatore scaturito dalla penna di Miller insegna quali brutti scherzi possa giocare la fantasia se non la si mantiene legata saldamente alla realtà; la metamorfosi tanto fantasiosa quanto imbarazzante del commesso viaggiatore di Kafka nel mostro a sei zampe ha, in realtà, riportato un nuovo ordine in una famiglia in cui regnava il caos; il viaggio mai completato dei protagonisti dell’opera di Calvino, così come quello dei suoi lettori, ha fatto sì che questi ultimi si incontrassero in questa spasmodica ricerca di una fine, si conoscessero e si amassero. Dando luogo all’inizio di una nuova storia che, chissà, forse è ancora in corso di svolgimento e mai finirà.
E che dire del nostro Commesso Viaggiatore che ancora si sta arrovellando nella ricerca del percorso migliore tentandone la soluzione con una ‘congettura P = NP’ ?
Io lascio che su questo problema millenario si cimentino i matematici, i fisici e gli scienziati …  e lascio a loro il lauto premio tanto sudato e meritato.
Mi permetto però di avvicinare con discrezione il Signor Commesso Viaggiatore e di suggerirgli la risposta che gli darebbe un bambino: ‘Signor Commesso Viaggiatore, se si mette ai piedi un paio di scarpe da ginnastica con le ali, può raggiungere velocemente tutte le città, sbrigare la sue faccende e trovare anche il tempo di giocare un po’ con me. E quando sarà tornato a casa, si tolga le scarpe e si lavi bene i piedi: così riuscirà ad andare anche in Paradiso!’.
 
Erika Tassi