… che sia frutto della fervida immaginazione di qualche burlone o opera di un popolo alieno, il risultato è davvero stupefacente…
Castello di Barbury, a sud ovest della Gran Bretagna, località: Wroughton.
In una tiepida mattina di giugno, una curiosa signora inglese sorvola le verdi campagne inglesi alla ricerca di nuovi crop circles da inserire nel suo bellissimo ed altrettanto famoso sito www.lucypringle.co.uk…
Per chi non sapesse di cosa stiamo parlando, per conoscere più da vicino i crop circle (cerchi sul raccolto) delle campagne del Regno Unito, potrà entrare nel Sito dedicato e rimanere sbalordito di fronte a ciò che può produrre l’umana fantasia quando viene usata con saggezza.
Ad attirare l’attenzione della signora Pringles e di vari quotidiani, non è stata una delle tante forme circolari che nei mesi di giugno e luglio spuntano come ‘funghi nella notte’ nei campi di orzo e grano della regione dello Wiltshire quanto, piuttosto, una figura sempre circolare ma con un elemento in più che ha permesso di creare collegamenti con altre figure simili comparse nei campi inglesi fin dal 1991.
Proprio in questo anno risale infatti la scoperta di una figura circolare che riproduceva il Frattale di Mandelbrot seguita, cinque anni dopo, dal Julia Set e, nell’anno successivo, dai Cerchi di Koch. Nel 2001, poi, compare nella zona di Milk Hill la meraviglia delle meraviglie: un crop circle a spirale con una estensione di novantamila metri quadrati, costituito da quattrocento cerchi di dimensioni diverse.
E’ stato proprio a partire da quell’anno che i crop circles hanno cominciato a solleticare la curiosità non solo della signora Lucy, ma anche quella di matematici ed astrofisici. E’ proprio all’attenzione curiosa di un astrofisico in pensione, Mike Reed, che si deve l’interpretazione della nuova figura individuata quest’anno dal cielo sopra Barbury Castle.
Mike Reed, analizzando la nuova formazione a spirale larga oltre quarantacinque metri ed interrotta da casuali scanalature convergenti verso il centro della spirale stessa, ha individuato un messaggio in codice.
Dopo aver riprodotto la figura, l’ha suddivisa in dieci sezioni uguali tracciando ipotetici raggi in corrispondenza delle scanalature ottenendo una sorta di torta tagliata a fette. Reed ha compreso poi che le fettine di torta di grano acerbo potevano essere numerate in senso orario a partire dal centro ed ogni linea interna della spirale colorata con diversi colori: proprio le linee interne, lette in successione dall’inizio alla fine di ogni scanalatura, mostrano che la magnifica spirale nel campo altro non è che la rappresentazione di Pi-Greco.
L’interpretazione può essere meglio chiarita dalla figura che mostra lo studio fatto dal dott. Reed.Come si può notare, la sezione più interna di colore rosso può essere numerata da 1 a 3: l’ultimo numero di tutta la successione numerica è quello rappresentativo del ‘pi greco’. La stessa procedura deve esser fatta per tutte le altre sezioni. La piccola sezione in colore verde che segue a quella rossa posta vicino al centro della spirale, è stata denominata dall’astrofisico ‘decimal point’ e rappresenta la virgola. Da qui in poi, ogni sezione rappresenta un numero della serie che compone il pi greco: 3,141592654 … solo la cifra finale resta ancora un mistero … Già perché la reale serie del ‘pi greco’ termina con il numero 3.
E che dire dei tre puntini di dimensione decrescente che chiudono all’esterno la spirale e la stessa serie numerica? Pare non abbiano alcun significato ed è ciò che, da sempre, fa supporre che i crop circle che appaiono sui campi delle campagne inglesi nei mesi in cui matura il grano, siano opera di fantasiosi burloni. E forse sempre di burla si può parlare relativamente alla conclusione della serie numerica con il 4 piuttosto che con il 3.
Ma il ‘pi greco’? E il ‘frattale di Mandelbrot’? E i ‘cerchi di Koch’?
Disegni tanto sofisticati che più che il prodotto di una burla notturna sembrano essere una sfida lanciata da qualche popolo alieno più intelligente del nostro … un popolo talmente ‘avanti’ che si prende gioco di noi rappresentando complicate formule matematiche e fisiche in un campo di grano, nel breve spazio temporale di una notte.
Peraltro l’ipotesi che fa attribuire questi sofisticati disegni a forze sconosciute e misteriose sta acquisendo sempre più valore dopo alcune considerazioni fatte proprio nella zona in cui è comparso il ‘pi greco’: i cereali sono piegati piuttosto che tagliati, quasi fossero stati schiacciati da un potente vortice d’aria; non si sono rilevate orme umane nei dintorni, bensì microsfere di ferro; l’aria su questo campo, come su quelli in cui sono comparse le altre figure sofisticate, è ionizzata. E, ultima ma non meno importante, la considerazione che questi disegni bizzarri siano comparsi nei luoghi considerati da sempre i più misteriosi d’Inghilterra, i luoghi delle civiltà preistoriche come Stonehenge, Silbury Hill e Avebury …
Lo stesso ‘pi greco’ è la rappresentazione di un numero da sempre considerato complesso. Irrazionale perché non può essere espresso come quoziente di due interi, estraneo all’algebra che non lo può esprimere come un numero finito di interi. Già Archimede si era cimentato sullo studio del ‘pi greco’ riuscendo a calcolarne solo le prime due cifre; dopo di lui altri studiosi, avvalendosi di più recenti e avanzati sistemi di calcolo, sono riusciti ad individuare le cifre successive della serie … ma pare che questo complesso calcolo non sia ancora giunto alla fine e, forse, il bello dovrà ancora venire.
Una sola cosa è certa … che sia frutto della fervida immaginazione di burloni o opera di un popolo alieno, il risultato è davvero stupefacente e, forse, dovremmo solo accontentarci di rimanere estasiati ad ammirare e contemplare quanto la Natura ci può ancora regalare se ‘maneggiata con cura’ da mani tanto fantasiose quanto sapienti.
Erika Tassi



