I Derivati di Borsa – Future e Opzioni – sono strumenti affascinanti e coinvolgenti …
La provocazione della volta scorsa pare sia riuscita a scardinare quei preconcetti che normalmente offuscano la lucidità di chi vuole affrontare la Borsa in modo serio e strutturato.
Tutto ciò è possibile solo a patto di aver raggiunto una padronanza completa di quelle regole del Rischio di cui parleremo e, specialmente, solo dopo aver ottenuto uno stato d’animo sereno e un buon controllo emotivo.
I Future e le Opzioni di cui cominciamo ad occuparci oggi, sono tra gli strumenti finanziari più affascinanti e coinvolgenti coi quali è possibile raggiungere risultati di grande rilievo.
Per quanto mi riguarda, Future e Opzioni sono la più grande invenzione dell’ultimo ventennio, dopo Internet e il telefonino, naturalmente.
Attenzione però, perché i Derivati sono stati concepiti e creati come Polizze Assicurative di copertura del portafoglio e, come tali, hanno insita la componente “tempo”.
Non a caso essi si rivolgono a un Mercato che è stato opportunamente definito “a termine” e quindi un bel giorno scadono, muoiono, scompaiono per sempre.
Quando si parla di Future e di Opzioni si deve sempre pensare alla loro expiration, cioè a quel prefissato giorno del calendario in cui si tirano le somme dei contratti ancora aperti. Già, perché da lì in poi quegli Strumenti non esisteranno più.
Ecco l’analogia tra “scommesse” e “previsioni a termine” e questo spiega la nostra insistenza sulle regole dell’Azzardo e sul controllo del Rischio.
Voglio dire che se ci compriamo 1000 Fiat e decidiamo di tenercele per vent’anni, non succede proprio niente perchè potremo sempre rivenderle quando ci pare e piace. Ma se ci compriamo un Future o un’Opzione, in questo caso dovremo assolutamente tenerci bene in mente la loro scadenza e quindi dovremo imparare a muoverci per tempo.
Quindi, prima di cominciare il nostro lavoro, dovremo aver fatto chiarezza dentro di noi ben sapendo che i Derivati, per quanto opportunamente gestiti, restano pur sempre delle Scommesse e come tali sono accomunabili alle stesse regole dell’Azzardo, né più né meno come il Chuck A Luck e il Craps.
Ecco spiegato il perché della nostra insistenza a parlare di probabilità (Frate Pacioli, Pascal, Cavalier de Mere). Lo scopo era quello di mettervi in guardia prima di partecipare a un Gioco qualsiasi fintantoché non ci si sente completamente padroni delle regole e della probabilità.
Noi da questo Sito insisteremo sempre su tre concetti cardine: Regola, Strategia e Statistica e se avrete un po’ di pazienza vi offriremo tutti gli Strumenti informatici di supporto che vi serviranno a seguirci nello studio.
Ciò che invece non faremo in questo Sito è l’analisi del comparto Azionario perché la nostra scelta è stata un’altra, molto più fine e articolata, sentirete parlare dei Dividendi delle Azioni soltanto quando ci occuperemo della loro incidenza sull’’Indice di riferimento, cioè il Ftsemib e lo faremo utilizzando un altro Indice ufficiale di Borsa: il Total Return … ma ora è prematuro e lo faremo più avanti.
La mia decisione di lasciare l’Azionario a favore dei Derivati è di molti anni fa a seguito di una delusione dopo il tracollo del Gruppo Ferruzzi (FERFIN: Ferruzzi Finanziaria – Raoul Gardini – Ravenna 1933 – Milano 1993).
Nel 1993 Montedison si era ritrovata con un indebitamento insostenibile che aveva costretto i Ferruzzi a cedere il controllo del gruppo alle banche creditrici capeggiate da Mediobanca.
E fu proprio quell’episodio a farmi capire che l’affezione a un solo Titolo è un grave errore di strategia e la conferma mi venne più avanti con l’episodio Cirio-Bertolli-DeRica, Parmalat, Seat Pagine Gialle e, più recentemente, di Alitalia.
No no. Mai più in Borsa dietro alle chiacchiere e al pettegolezzo di questa o quella Azione. Da allora solo Indici, molto più neutri e matematici.
E così passai al Paniere, cioè all’Indice Generale che, nel bene o nel male, è il termometro reale del Mercato, fuori dai giochi degli azionisti, dalla politica e dai salotti.
“… lavorare sull’Indice è come essere in una camera stagna in cui ci si sente blindati e protetti: i crack e le euforie si ammortizzano tra loro, gli alti e i bassi vengono mediati e l’andamento generale si presenta più morbido e regolare … “ Francesco Caranti – Trading Online Expo – Borsa Italiana – 13 maggio 2004” …
Per di più, un altro grande vantaggio dei Mercati a Termine è la liquidità degli Strumenti.
Nota: la liquidità è la possibilità di comprare o di vendere in qualsiasi momento sapendo che esiste sempre una controparte pronta a interagire a prezzi ragionevoli. Se, per esempio, il Future vale 28200, si potrà essere sempre certi di poterlo scambiare entro una forchetta 28195/28205 corrispondente ad appena 50 euro.
E a questo scopo provvedono i Market Maker – Banche, Intermediari e Istituzioni autorizzate dagli Organi di Borsa – che hanno l’obbligo di presentarsi costantemente sul Mercato.
Già da queste prime battute avrete capito come l’ingranaggio che gira attorno ai Derivati sia sano, serio e controllato: sono gli Organi di Vigilanza e la stessa Borsa Italiana Spa ad assicurare la regolarità degli scambi e l’efficienza del mercato.
Già dalla prossima volta cominceremo a fare conoscere col Future alternando le spiegazioni ora in modo tecnico, ora in chiave più discorsiva.
Ci saranno di grande aiuto i software di Equis Reuter (Metastock) ed Excel: con quest’ultimo studieremo le oscillazioni dell’ Indice che, come forse saprete, ha sostituito il precedente MIB30 il giorno 30 settembre 2004.
Bene!
Chi di voi fosse subito interessato a ricevere la serie storica dell’Indice in formato Excel potrà inviare una semplice richiesta e noi provvederemo a spedirvi il file aggiornato.
Appuntamento a presto.
Francesco Caranti



