… Sarebbe forse meglio non farsi condizionare e andare avanti con consapevolezza, prudenza e strumenti giusti …
Non è il sogno di una notte di mezza estate, quanto piuttosto il risultato di una ricerca effettuata dall’Università del Michigan che ci viene raccontata da un noto quotidiano italiano.
La ricerca, condotta in 48 paesi distribuiti tra Stati Uniti ed Europa, ha in effetti dimostrato che esistono correlazioni tra performance positive in Borsa nelle fasi di Luna Nuova e negative in quelle di Luna Piena.
Che la Luna influenzasse in modo significativo molti settori della vita umana è conoscenza ancestrale: dalle maree, alle potature delle piante, al lavoro nei campi … e persino l’umore. Già! Pare che il nostro umore diventi pessimo nei 15 giorni che precedono la Luna Piena e migliori notevolmente nel periodo di Luna Nuova e che la forma smagliante duri ancora per tutta la settimana successiva. Forse l’infantile e istintiva paura del buio ed il ruolo della luce nello sviluppo delle endorfine? Mah!
Va detto comunque che i risultati emersi sono stati validati scientificamente perché le analisi sono state basate su un periodo temporale pari a 80 anni per quanto riguarda l’indice a stelle e strisce S&P 500 e pari a 20 per il Nasdaq; per i paesi non facenti parte del Nuovo Continente l’arco temporale della ricerca è partito dalla nascita del mercato borsistico arrivando ai primi anni del nuovo millennio.
La ricerca americana, tuttavia, non si è fermata alla meravigliosa ‘palla d’argento’ che accompagna i nostri sonni.
Che dire infatti a proposito dell’umore tristanzuolo che accompagna le giornate uggiose e, al contrario, il sorriso che ci compare sulle labbra fin dal mattino nelle giornate in cui il sole splende in un magnifico cielo azzurro senza nuvole? Udite, udite! Uno studio cominciato nel 1993 ha potuto dimostrare che a Wall Street gli indici si muovono al ribasso nelle giornate grigie e al rialzo in quelle di cielo sereno.
Ma non è ancora finita. Chi non avesse mai preso troppo in considerazione il famoso detto ‘Sell in May and go away’ (trad. ‘Vendi in Maggio ed esci dal Mercato’) potrà verificarne ora la validità scientifica grazie a ricerche che hanno dimostrato che in Inghilterra, fin dal lontano 1700, i maggiori ribassi borsistici si sono avuti in estate; lo stesso vale per l’indice americano Dow Jones che, dal 1997 al 2007, ha registrato le performance peggiori nei mesi Luglio, Agosto e Settembre.
A tutti questi dati bisogna aggiungere però la ‘psicologia dell’investitore’ che può in taluni casi acuire e in altri vanificare determinate situazioni. A riprova di ciò, lo studioso americano Robert Prechter, esperto sulla teoria delle Onde di Elliot, ipotizza che l’attuale atmosfera negativa che domina i Mercati internazionali potrebbe protrarsi ben oltre il trimestre estivo e la causa andrebbe ricercata proprio nell’umore pessimo degli investitori e dal relativo condizionamento psicologico.
Sarebbe forse meglio non farsi condizionare e andare avanti con consapevolezza, prudenza e strumenti giusti. Magari però riflettendo un pochino sul fatto che, come sostengono i ricercatori americani, per ottenere profitti non dovremmo più limitarci solo all’analisi tecnica, all’attenzione verso i dati macro-economici e alle notizie mondiali, ai bilanci, alla variazione dei tassi, alle valute e a quant’altro … ma dovremmo anche alzare gli occhi al cielo prima di andare a nanna e leggere con attenzione barometro, termometro e calendario.
Va da sé che … ‘Cuor contento il Ciel l’aiuta’ …
Erika Tassi



