… a volte le illusioni possono essere schockanti …
Vi parlo di una teoria secondo la quale il concetto di Derivato/Sottostante potrebbe essere esteso addirittura al nostro mondo reale.
E stiamo parlando di un Professore Universitario di una pragmatica università del nuovissimo mondo, non di uno scrittore di fantascienza.
Cominciamo subito con nomi e cognomi perché come al solito ognuno si assuma le proprie responsabilità, è il prof. Brian Whitworth della Massey Uni di Albany Auckland in Nuova Zelanda http://www.brianwhitworth.com/ e la tesi, che possiamo trovare in formato PDF, 17 paginette scorrevoli, è intitolata The Physical World as a Virtual Reality.
Non val neanche la pena di tradurre in italiano tanto il testo è chiaro e tosto. http://arxiv.org/abs/0801.0337 Già perché come ci aspettiamo da un Prof, espone e dibatte in termini scientifici, cercando senza però riuscirci completamente di prendere le distanze da quelli etici o filosofici. In questo caso non ci sarebbe niente di nuovo, da La Vida es Sueño di Pedro Calderòn de la Barca a Leibnitz con la sua Monade che “non ha né porte né finestre” è tutto uno smaniare sull’illusione dei sensi e compagnia bella. Comunque sia, io consiglio sempre di guardare attentamente prima di attraversare la strada, illusioni o meno. A volte le illusioni possono essere schockanti specie se assumono l’aspetto di un TIR.
Brian, bwhitworth@acm.org , affronta l’idea che l’universo sia una realtà virtuale creata da “information processing” e trae spunto per ciò che i suoi commentatori bonariamente definiscono <this strange idea> dalle scoperte della fisica moderna circa il mondo fisico.Ovviamente il mondo potrebbe essere una simulazione operativa su uno schermo spazio temporale multidimensionale. Un se tira l’altro e se l’universo è informazioni, la materia, l’energia, il movimento ed altre cosette così potrebbero essere aspetti dell’informazione e le leggi della conservazione potrebbero essere ridotte ad un’unica legge della conservazione dell’informazione. Vedo i primi sorrisetti, ma calma e gesso! Dopo tutto la prima volta che un tale ha incominciato a tirar fuori che la Terra forse non era piatta e non stava sulle spalle di Atlante, ridevano tutti come matti. Perfino più tardi ai tempi di Colombo, quello venuto prima del celebre Tenente dall’occhio un po’ ballerino e dalla moglie virtuale, la cosa veniva ancora dibattuta dai saggi dell’Uni di Salamanca.
Il Big Bang non sarebbe opera del Signore ma di un semplice reboot, anche se personalmente continuo a vedere sto dannato notebook sulle ginocchia del Padreterno.A suffragio della propria teoria il nostro Prof ricorda che se le proprietà fisiche di base tipo: spazio, tempo, luce, materia, movimento fossero un Derivato di elaborazione di informazioni, l’approccio concilierebbe le teorie della Relatività e quella dei Quantum.
E adesso non venite a dirmi che dobbiamo approfondire anche le contraddizioni tra le due teorie, perché potrei diventare cattivo … molto. Comunque si tratta di una roba che riguarda la creazione dello spazio-tempo e l’energia-materia. L’aiutino ve l’ho dato. Se uno/a vuol farsi del male c’è sempre Internet e la Madre di Tutte le Enciclopedie: Wikipedia.
Brian inizia dicendo che prima di rigettare una teoria la si deve ascoltare con “open mind” e uno che dichiara come proprio hobby principale il motociclismo, io lo ascolto. Però non guardate il mio sopracciglio alzato, deve essere una ruga d’espressione, mica voglio fare lo scettico blu. Quindi accettiamo di discutere del nostro mondo come di una Realtà Virtuale e vediamo poi se questa ipotesi spieghi meglio di altre i fatti a noi conosciuti. Minimo spiegherebbe il successo del film Matrix e sequels vari anche se Brian lo troverebbe un po’ riduttivo. Deve essergli piaciuto molto anche Sliding Doors perché cita pure le teorie dei mondi paralleli.
Va poi su qualcosa di molto più accettabile quando ricorda le relazioni tra gravità tempo ecc. Ce ne ricorda alcune.
La Gravità rallenta il Tempo, la Gravità curva lo Spazio, la Velocità rallenta il Tempo, la Velocità aumenta la Massa, la velocità della Luce è un dato assoluto. Da queste premesse derivano una serie di altre possibilità alcune già controllate dalla sperimentazione, altre ancora in attesa. Come ad esempio la apparente creazione dal nulla. Presa sufficiente energia, si potrebbe far apparire dal nulla della materia. Da profano mi permetto di aggiungere che molto probabilmente occorrerebbe anche un agente catalizzatore … e qui cascherebbe l’asino.A giustificazione della serietà con cui Brian enuncia la sua teoria, bisogna ricordare che con la teoria della relatività gli studiosi di fisica devono accettare delle teorie da asserti matematici. Torna molto pragmatico quando ricorda che le stime parlano di un 40% della produttività degli USA basata sulla teoria dei quantum, mettendoci dentro telefoni cellulari, transistor, laser, riproduttori di CD e dulcis in fundo i computer. Faccio bene dunque a guardare con diffidenza telefonini e notebook. Il nostro Prof sospira dicendo dunque che non servono altre prove di funzionamento, ma piuttosto una maggiore comprensione dei fenomeni. Cita una domandina mica da ridere: come può 1 elettrone simultaneamente viaggiare attraverso tutti i possibili percorsi tra 2 punti ?
Spero di non incontrare Brian perché se mi dovesse rivolgere ‘sto genere di domande, ci resterei molto male. Certo che resto perplesso sempre più pensando a come molti facilmente accettino un elettrone Nembo Kid e si dimentichi che per piccino sia, sto elettrone Qualcuno deve ben averlo creato. Ma indubbiamente il mio non è che un ragionamento da sempliciotto.Prendendo spunto da queste contraddizioni, Brian ci invita a <postulare l’impensabile: che il mondo reale sia una RV> Qui bisogna dire che sente il bisogno di coprirsi le spalle e come abbiamo fatto noi all’inizio, tira fuori i precedenti, anche se mescola pericolosamente teorie scientifiche con astrazioni filosofiche. Ci parla di Pitagora, di Budda, l’Induismo, Platone con il dio geometra e Gauss con un dio calcolatore. Quindi asserisce in modo non privo di coerenza che una RV esiste in quanto elaborata continuamente. (ah Matrix, quanto mi manca non averti visto – ndr) Le realtà dunque possono essere due:
- Ipotesi RO realtà oggettiva, che esiste in quanto tale e contiene tutte le proprie spiegazioni
- Ipotesi RV realtà virtuale, che per esistere dipende dall’elaborazione di una serie di informazioni, processo che esiste al di fuori di essa.
Le due ipotesi si escludono l’un l’altra, ma i primi guai nascono quando si consideri che la RO non abbia nessun contatto con l’esterno, perché non esiste un esterno. Ma il realismo fisico contrasta con la teoria dei quantum (o quanta che dir si voglia) e si aggiunga che la teoria delle Stringhe (ragazzi arrangiatevi voi – ndr) suggerisce per il nostro mondo dimensioni addizionali. Il nostro Brian farebbe impazzire Socrate, perché come lui privilegia le domande alle risposte. Qualcuno però farebbe bene a ricordargli i rischi che corre, vista la fine del grande maestro. Poi si arriva al momento che temevo da quando ho iniziato a leggere questa intrigante tesina: mi tira fuori il film Matrix e io non l’ho visto, l’ho perso pur essendo un lettore dei primissimi Libri di Urania. Ricordo perfino Il Terrore della Sesta Luna. Ma con Matrix no, sono incompetente. Quello che comunque capisco è che il Prof prende le distanze e accampa una certa originalità nella sua teoria. Ve le riassumo con una tabellina suggerita dall’Autore

In ultima considerazione non mi sembra particolarmente sconvolgente l’ipotesi di essere solo un videogioco su una play-station di un super ragazzotto di un mondo parallelo. Non piu’ di considerare la mia posizione come un triliardesimo di una razza che numericamente non regge nemmeno il confronto con insetti e ratti e da un punto di vista dell’anzianità di permanenza sul pianeta è un recente immigrato rispetto ai grandi rettili. Il tutto in un pianeta secondario di un sistema solare perso in una galassia tra le più piccole e periferiche.
Si può firmare per esser ingaggiato nella Realtà Virtuale?
Vittorio Malvezzi



