Ingegneria Finanziaria Derivati, Opzioni e Future

Mala Tempora Currunt

di solito i vitelli nascono con una testa sola e gli oggetti volanti di solito vengono rapidamente identificati. In periodi straordinari girano le voci più incontrollate

Tempi duri per tutti, ma noi occupiamoci solo di chi opera sui Mercati Finanziari. Tanto per non fare discorsi generici e delimitare il campo di discussione, che è sempre meglio. In tempi fuori dell’ordinario, e questi lo sono tanto che abbondano i paragoni e i richiami con i tempi più duri del passato, ci si aspetta che circolino voci fuori dal comune e provvedimenti speciali vengano adottati cinque minuti si e cinque no.

Così sono incominciate a circolare voci sulla totale chiusura dei Mercati Finanziari, dopo gli interventi e i divieti adottati un po’ da tutti gli organi responsabili delle Borse mondiali. Qualcuno avrà già letto il mio pensiero in merito, ma siccome non rinuncio mai ad autocitarmi, tanto per fare un po’ di promozione, te lo riassumo. Se parliamo di cose straordinarie, ci sono effettivamente anche i vitelli a 2 teste e gli UFO sembrano essere una realtà documentata  …
Però di solito i vitelli nascono con una testa sola e gli oggetti volanti di solito vengono rapidamente identificati. In periodi straordinari girano le voci più incontrollate.

Quanto alla chiusura dei Mercati, non vorrei che fosse come non misurare la febbre per un po’, cosi il malato non si preoccupa. Secondo me, e non voglio atteggiarmi a nulla di più di un uomo della strada – praticamente ‘una sciura Maria’ al maschile – è giusto che ci siano degli interventi correttivi come si stanno susseguendo, ma ferme queste posizioni credo poco all’imbrigliamento dei Mercati. Se ne creerebbero immediatamente di paralleli non ufficiali con tutti i rischi del caso.

Passerà anche ‘sta nuttata … ma sicuramente a mattina in molti  saremo un po’ acciaccati. Le istituzioni finanziarie, in testa Market Makers e Banche che sembra appunto stiano perdendo la testa, hanno dato la loro mano qualificata.

L’altra voce che per ora si limita a sussurrare, naturalmente oltre 120 decibels, è quella della congiura e della connivenza degli alti poteri economici. Nessuno sapeva, nessuno era stato avvisato, ma ‘loro’ sì che dovevano sapere e, certamente, o l’hanno fatto apposta o sono tutti cretini. Loro, naturalmente. Ma sta volta no, posso testimoniare io, almeno nel mio piccolo. Oh, intendiamoci! Non intendo farmi mallevadore dell’onestà e delle capacità mentali di tutti i governanti, di qualunque colore e tendenza. Il mio non è generico spirito da Sanculotto, è proprio una questione di buon senso, qualche pecora nera c’è sempre. Ma da questo a generalizzare, ci corre molto.

Inoltre non è vero che della cosa non si parlasse e che evidenti segnali di allarme non fossero sotto gli occhi di tutti. Ricordo addirittura un paio di allarmati controlli fatti da Anna, la santa donna che mi sopporta da molte decine di anni, ai ripetuti spamming che le arrivavano sul computer. Il messaggio standard recitava in plain English: “ … Caro utente, siamo lieti di confermarti che la tua richiesta di mutuo per 300.000 dollari (a volte anche di più) è stata accettata. Ti preghiamo quindi di prendere contatto ecc. ecc …” Le prime volte è stato difficile convincere la mia altra metà del cielo che non ero impazzito e non stavo indebitandomi a destra e manca. Solo dopo qualche settimana si convince, ma sempre più perplessa continua a ripetermi “Ma cosa sta succedendo? Tu che hai fatto la Bocconi quando ti chiedo qualcosa non sai mai rispondermi … ma son diventati tutti matti? e tu cosa dici?”  Niente dicevo perchè ero rimasto senza parole, fino a che un giorno scopro un libro pubblicato negli States che non mi risulta sia mai arrivato in Italia.

Allora collaboravo con una rivista del mondo della carta e della stampa e in un articolo di fine anno – quando si tirano le somme, si fanno i bilanci e si tenta di buttare l’occhio sui mesi a venire – faccio la recensione del libro. Un libro che già dal titolo è estremamente chiaro e profetico: L’Impero del Debito. Continuo dunque allegramente ad autocitarmi … sono decisamente tra i miei autori preferiti!

L’articolo si intitolava ‘Il Venditore di Almanacchi’. Te lo riporto, ricordandoti che è stato scritto nel lontano 27/11/2006, cioè un paio d’anni fa … Due anni per i Mercati finanziari possono essere una eternità.

Si avvicina il tempo in cui con le influenze arrivano le previsioni economiche e mi viene in mente il vecchio Leopardi con il suo venditore di calendari. Contro le influenze ci si può vaccinare, ma contro l’umana debolezza di cercare di leggere nel futuro non esistono rimedi. Ma tant’è, sapendone i limiti, è un argomento di conversazione meno pericoloso di donne, calcio e politica. Il nostro settore poi ha una posizione particolare, da tempo viene considerato un attendibile indicatore del­l’economia. Semplificando molto possiamo dire che se per esempio si vendono tante scatole, è perchè qualcuno ha venduto della merce e deve confezionarla per consegnarla. Viene dunque logico pensare che la relazione funzioni anche in senso inverso, con una correlazione molto più forte che non per altri settori, cioè se il mercato tira noi siamo i primi ad approfittarne. Da qualche anno Assografici e la Bocconi a fine anno buttano fuori un interessante studio in cui ci fanno l’esame finestra. In altre pagine trovi illustrate le luci e le ombre del nostro futuro prossimo venturo. Vorrei quindi accennarti a quel che si dice su altri mercati, che in un mondo sempre più globalizzato, finiscono con l’im­pattare anche a casa nostra. Inoltre parlare degli altri è sempre più asettico e indolore, è più difficile scivolare dall’economia alla politica. In particolare mi riferisco agli USA che, piaccia o meno, hanno sempre una certa influenza sul nostro mercato, con buona pace dell’esistenza di una Unione Europea, di un Dragone Giallo e di un’India che sta addirittura facendogli concorrenza. Con il Dow che dopo l’11 settembre si è riportato regolarmente sopra 12000 (per favore! niente sospiri e lacrime – NdA), è facile sentire molti guru parlare di un futuro roseo. Se correzioni ci saranno, sarà ciò che in termine tecnico viene definita una buona occasione e perfino la bolla immobiliare sembra un problema ormai superato. Poi il NY Times ti recensisce come bestseller un libro titolato “L’Impero del Debito. – Il Sorgere di una Crisi Finanziaria Epica”. (http://www.amazon.com/gp/reader/0471739022/ref=sib_dp_pt/002-0729689-9103264#reader-link) Nel link puoi addirittura leggere l’indice e farti un’idea degli argomenti. Un’allegria, il cap.1 si intitola ‘Dead Men Talking’, non c’è neanche bisogno di tradurre. Eccoti alcuni scenari che gli autori ci presentano e cui, naturalmente, lascio ogni onore e responsabilità.  Risparmi ridotti all’osso, perfino negativi. Gli Americani stanno risparmiando meno di ogni altro momento della loro storia, compresa la Grande Depressione! Interessi passivi in crescita, con grosse conseguenze negative sui mutui immobiliari. I prezzi delle case erano schizzati alle stelle e quindi i costi relativi sono e saranno pesantissimi. Chi non potrà sostenerli sarà buttato fuori di casa. Una montagna di debiti, il consumatore medio usa prendere a prestito quanto gli serve per mantenere lo stile di vita a cui si è abituato, con garanzia la propria casa. Gli americani negli ultimi 5 anni hanno superato un $1,5 trillion (cioè milioni di milioni) di debito speso soprattutto in beni di consumo. Il governo federale è adesso intervenuto mettendo un tetto e chi è fuori rischia il fallimento. Lavoro a rischio. Nonostante quanto proclamato dalla Casa Bianca circa un tasso di disoccupazione inferiore al 5% (evidentemente gli autori non devono essere elettori dell’attuale presidente – NdA) nei prossimi 10 anni si prevede una perdita di circa 3,3 milioni di posti di lavoro dati in outsourcing all’estero. Un war game ipotizza che all’inevitabile risalita del costo del petrolio, andranno persi altri 2 milioni di posti lavoro. Costi previdenza e assistenza sanitaria in salita. I costi relativi stanno salendo da anni al doppio o triplo dei tassi di inflazione annua. Per il solo 2006 gli autori prevedono una salita del 10% e dato il sistema previdenziale in atto questi costi sono a carico dei lavoratori e quindi vanno a incidere ulteriormente sul reddito. Costi di istruzione.  Oggi uno studente medio per andare al college deve indebitarsi quasi il 60% in più di solo dieci anni fa. Uno studio del Comitato che aiuta finanziariamente gli studenti, riporta che il 48% degli studenti che si sarebbero qualificati, non può proseguire gli studi per mancanza del denaro necessario. Alla faccia dei nostri fuoricorso. Pensionati.  Gli autori concludono dicendo che alla luce della situazione attuale <non ci sono garanzie che i piani finanziari diano i loro frutti>

Certo, gli autori e il quotidiano sono un po’ di parte e stiamo parlando degli USA. Da noi è tutta un’altra cosa! fra l’altro uno studio che si rifà addirittura alle serie numeriche del vecchio Bernulli e che per mezzo secolo ha centrato il bersaglio, prevede un possibile rintracciamento dei mercati finanziari nel 2007 e poi fuochi d’artificio fino al 2010.  Pero’ come dice quel famoso uomo politico, a pensar male …’

Era robetta tosta e molto chiara, ma tu quanti pensi abbiano scritto o reagito a queste notizie? Bravooo! Hai indovinato: nessuno. Noi esseri umani, in prima linea pure io che spesso a posteriori mi domando con che criterio abbia fatto certe cose, siamo molto portati a recepire quello che ci torna conto e ad accantonare tutto il resto. Va bene, io non scaglio la prima pietra, magari prometto anche di smettere di autocitarni (ho le dita incrociate e sono uomo di mare).

L’unica cosa che chiedo è che non si dica … ‘ma nessuno sapeva niente’!

Vittorio Malvezzi