Ingegneria Finanziaria Derivati, Opzioni e Future

Obama Stock Market

…  Se per qualcuno l’avere simpatie liberals è una colpa, io ne sono totalmente mondo

Obama mi intriga con la sua aria post-Kennediana. Mi piace. Anche se molto riduttivamente continuano a parlarne come epigono della concultata moltitudine nera, in realtà è un melting pot, cioè proprio l’espressione fisica di quella capacità di assorbimento e trasformazione che ha fatto grande l’America.

Con buona pace di Selvaggia, mia figlia, che potendo capire molto bene from-inside parole e sfumature, lo accusa di aver montato una campagna mediatica con molto fumo e poco arrosto. Ve le ricordate le prime apparizioni del JFK ciuffettone lentigginoso con bella moglie al fianco e pargoletti zompettanti? l’ho rivisto con un tuffo al cuore. Sì d’accordo, questo è un po’  più abbronzato e ha i capelli rigorosamente corti, nel suo primo discorso dopo i risultati. Se per qualcuno l’avere simpatie liberals è una colpa, io ne sono totalmente mondo. Ma una cosa, una sola auguro al neopresidente: rinforzare i servizi di sicurezza e tenersi alla larga da Dallas. Non abbiamo bisogno ora di un altro Kennedy. In soldoni però, cioè da un punto di vista dell’impatto sui mercati finanziari, questa elezione che effetto potrà avere?

Prima di tutto cerchiamo di ricordarci che trovare una causa o una concausa in un mercato di montagne russe come quello da cui stiamo uscendo,

forse, non è proprio facile. Inoltre c’è già chi sta scrivendo pagine e pagine parlando di ipervenduto e reazioni di ipercomprato, ritracciamenti e percentuali. Trend di base e bear trend. A questo punto capirai che uno fa presto ad andare nel pallone e forse diventa preziosa la cautela di ‘sartoria’. Come Francesco Caranti chiama l’accorto uso delle Opzioni.

Tra tante parole ho trovato anche dei numeri, statistiche che non mi permetterò di commentare visto il saggio proverbio anglosassone che recita come le statistiche non mentano mai, ma altrettanto non si può dire degli statistici. Sono cifre fornite da un sito molto serio che parte gratis e parte su pagamento di modico service fee, ci rifila quotidianamente grafici e spiegazioni http://www.chartoftheday.com

 Il grafico in parola prende in considerazione una serie di medie relative agli anni di elezioni USA facendo dei raffronti con gli anni in cui il partito al potere esce dalle elezioni come deciso vincitore o sconfitto. Le statistiche, quelle che non mentono mai, dicono che “ … The stock market performed better than average in election years during which the incumbent party proved to be the ultimate winner …” Non è il nostro caso, esce Bush entra Obama al grido ‘Cambiamo Tutto!’.

Che cosa ci dicono le statistiche in questo caso? “ … The stock market performed rather poorly (except for August plus or minus a few days) in election years during which the incumbent party proved to be the ultimate loser ... “ Poi ci danno anche la spiega, come si conviene quando si vuole trasformare i numeri in emozioni e reazioni. Nei primi 5 mesi dell’anno sia di vincita che di perdita regna l’incertezza per  le elezioni. Poi nei mesi successivi in caso di cambio di partito dell’ inquilino della Casa Bianca, il fenomeno può esser dovuto alle cattive condizioni economiche che hanno incoraggiato l’elettorato a cambiare cavallo e non meno importante all’incertezza legata all’impatto futuro delle nuove politiche e priorità della nuova amministrazione. Quest’anno l’andamento medio ha rigidamente seguito il pattern “ … with the average performance of an election year during which the incumbent party ultimately lost the White House …” quindi i numeri ci direbbero, il condizionale mi sembra d’obbligo anche se non mi permetterei mai di negare la veridicità delle statistiche, che “ … then the expectation would be for a fairly flat/choppy stock market for the remainder of the year …”

Di certo questo vuol dire non tenere conto della forte maggioranza dei Democratici in entrambe le camere, cosa che dovrebbe permettere una manovrabilità con minori difficoltà per adottare misure che non saranno popolari. Ma forse è proprio questo che ci sbattono in faccia i numeri: le medicine difficilmente hanno un sapore gradevole e il mercato può incominciare a scontarlo.

Comunque vada, non prendetevela con me, se gli affari sono affari è anche sacrosanto che i numeri sono numeri.

Così parlò Zarathustra, capo Navajo amico di Aquila della Notte.

Vittorio Malvezzi