Superato il mal di testa numerico della volta scorsa, oggi possiamo riprendere la questione Parabolic SAR esclusivamente dal punto di vista dei risultati.
Come già abbiamo avuto modo di osservare, la tecnica dell’autore Wilder è ben articolata e un pò diversa dai soliti algoritmi di arrotondamento: il fatto poi di alzare l’asticella dello stop in passo col mercato è veramente degno di nota.
Vediamo cosa ci racconta la letteratura:
“… The parameters for the Parabolic SAR are shown below. These parameters are specified at the time the indicator is plotted. You can edit the parameters of an existing plot by right-clicking on the indicator and choosing Properties from the shortcut menu.
Step. As a trade makes new highs/lows, the Parabolic SAR will rise/fall according to the SAR step size. For example, if the trade makes new highs for three consecutive days, then the SAR step increases by 0.02 each day (i.e., 0.02 to 0.04 to 0.06, etc.). The author (Welles Wilder) recommends a step size of 0.02 for most securities.
Maximum. Enter the maximum value the SAR Step can obtain. The author recommends an SAR Maximum of 0.20 for most securities …”
Esatto: il consiglio di Equis Metastock è quello di settare i due parametri rispettivamente a 0,02 e a 0,20 ma noi, come sempre testardi e diffidenti, abbiamo voluto fare un pò di prove per cercare di capirne di più e, specialmente, per toglierci il dubbio che le raccomandazioni di Equis non venissero dalla fisionomia dei titoli americani.
Voglio dire che <forse l’avrete notato pure voi> in più di un’occasione, la letteratura d’oltre oceano si riferisce a valori di mercato di società che, a differenza di quello che succede dalle nostre parti, fanno ‘numeri da capogiro’, tipo +30% e -40% da una seduta all’altra. Noi difficilmente tocchiamo questi eccessi; per questo vorrei fare un po’ di verifiche.
Il test di oggi che vi lascio in Excel riguarda il nostro Indice dal 2 gennaio 2004 al 10 agosto 2012: cioè 2194 sedute di borsa.
Ho eseguito 8 test cambiando progressivamente i parametri Acceleration Factor ed Extreme Price Factor con valori vicini a quelli consigliati da Wilder:
Naturalmente se ne potrebbero fare molti altri ma quello che in realtà vogliamo capire è quanto varia il numero dei Run totali in funzione della variazione dei parametri.
Voglio dire che se lascio i valori di default suggeriti (0,02 e 0,20) avremo 245 run in 2194 sedute ma … cosa succede ai Run se aumento/diminuisco i valori? Come cambierà la frequenza operativa?
Mentre l’Excel riporta riga per riga lo stato degli 8 sistemi per la curiosità dei più fanatici, i risultati conclusivi sono i seguenti:
Ho evidenziato in giallo il Test 1 (consigliato da Wilder) e il Test 5 corrispondenti alle prove che hanno ottenuto la media più alta.
Perché ho fatto ciò?
Perché, come dicevamo, quando si ha a che fare con le Opzioni, meno ci si muove e meglio è per cui, dovendo scegliere, meglio privilegiare la “stabilità” anche se, essere stabili non significa essere vincenti, specialmente quando si ha a che fare con le Opzioni.
Dovendo esprimermi spassionatamente, il Parabolic di Wilder è un bel Sistema “trend following” ma personalmente non lo utilizzerei mai con le Opzioni perché nel 70% dei casi il mercato NON E’ IN TREND e quindi avrei il 70% di probabilità di perdere i premi pagati come compratore di Opzioni.
Più passa il tempo e più approfondisco, mi appassiono e mi interesso all’argomento e più mi rendo conto che con le Opzioni bisogna comportarsi da Market Maker e non da Operatori.
Che cos’è questa novità? Cosa voglio dire di nuovo?
Sono quasi tre anni che ci rifletto: come fanno loro? Come fanno?
Spesso hanno il mercato che gli va contro e dunque sono obbligati <badate bene: essere obbligati non è una scelta tua, ti viene imposta> sono costretti a comprare/vendere in qualsiasi condizione, eppure a fine mese ce la fanno … e ce la fanno brillantemente.
Vabbè: saranno pur bravi, ma sono pur sempre umani, non alieni. Non vi pare?
Insisto sulla questione: i MM non possono decidere autonomamente ma debbono assecondare il mercato.
Vi inviterei a rileggere questo mio contributo “Opzioni in laboratorio – 6 – Copiamo dai migliori?” del 4 maggio 2012 che si rifaceva a un mio precedente del 2008.
Si parla di Epsilon, una equazione singolare che transita dal server di Borsa Italiana ai Market Maker. Ma, come sappiamo, Epsilon è una lettera greca, così come è greca la lettera Delta … vi dice niente il concetto si essere operatori “Delta Neutral”?.
Approfondiremo il concetto molto presto e dopo l’estate passeremo al contrattacco con un nostro Epsilon fatto in casa. Per carità: un Epsilon sicuramente meno sofisticato ma che al momento, già in opera da febbraio, sta dando ottime soddisfazioni.
Prima di salutarci, il bon ton vuole che si passi a ringraziare calorosamente l’amico Wilder: ottimo lavoro, Welles! Fantasia e metodo non ti sono certo mancati nel tuo ottimo Parabolic SAR!
La prossima volta faremo una sintesi del lavoro svolto sugli Indicatori ormai da un anno a questa parte: completeremo la nostra Pagella, con pro e contro … sempre però tenendo fisso lo sguardo alle nostre preferite: le uniche, ineguagliabili e inimitabili Opzioni di borsa.
Vi attendo sempre qui su www.francescocaranti.net
Francesco Caranti



